Bronchite acuta e cronica: sintomatologia e cure

Bronchite cronica

 

La bronchite acuta si presenta improvvisamente con la tosse prima stizzosa e poi catarrale, talvolta febbre,

soprattutto a seguito di episodi di raffreddore, mal di gola o influenzali, e se opportunamente trattata, scompare in due settimane.

 

La bronchite cronica è un infiammazione dei bronchi protratta nel tempo, anche di anni, ed è caratterizzata dalla tosse insistente e stizzosa, con talvolta espettorazione mucosa o muco purulenta. E' malattia accompagnata da dispnea (ossia dal cosidetto fiatone), soprattutto da sforzo.

 

Si distingue una forma secca (muco denso), mucopurulenta e mucosa putrida (escreato fetido).

Vi può essere escreato emorragico che talvolta è segno di maggiore gravità (tumori, bronchitectasie, tubercolosi).


Talvolta è sequela di una bronchite acuta quando esistono alcuni fattori predisponenti, per esempio le bronchiettasie, e non sempre è di primitiva origine infettiva; frequentemente si instaura in soggetti che sono sottoposti a continue cause irritanti :

 

  • polveri, come la segatura, asbesto, silice, amianto e sostanze chimiche, come le vernici, ecc..
  • fumo di tabacco
  • particolari lavorazioni (saldatura)
  • esposizione al freddo e a sbalzi di temperatura ( per esempio macellai)
  • allergopatie
  • soggetti affetti da forme croniche delle vie aeree superiori (come rinopatie croniche, sinusiti) non                   bv             adeguatamente trattate.
  • L'asma e le rinopatie allergiche sovente si complicano con la bronchite cronica, ed in tal caso si parla di                          bronchite asmatica.


La bronchite cronica mucopurulenta è frequente e si presenta di solito ad andamento stagionale (freddo, smog): si complica spesso con broncopolmonite ed ha una lenta evoluzione verso l'enfisema polmonare e l'insufficienza respiratoria, soprattutto in soggetti predisposti. Una pronta ed incisiva terapia pùo interrompere l'infausta evoluzione della malattia.


La bronchite secca, caratterizzata da tosse tormentosa e da dispnea, di solito non ha andamento stagionale e conduce fatalmente all'enfisema cronico e all'insufficienza polmonare se non viene adeguatamente trattata.

 

Esistono anche le bronchiti da stasi che sono proprie delle cardiopatie con ingorgo polmonare.

Questa forme, essendo coinvolto anche il cuore, hanno un andamento particolarmente grave.

 

Il danno danno del polmone che conduce all'enfisema e all'insufficienza respiratoria è causato dalla cronica infiammazione dei bronchi e dalla TOSSE, che danneggia gli alveoli polmonari continuamente traumatizzati da questa, e dall'infezione sostenuta da germi che determinano alterazioni bronco polmonari progressive. Con l'avanzare dell'enfisema si perde lentamente la capacità di ossigenare il sangue e di espellere l'anidride carbonica, ossia compare l'insufficienza respiratoria che, aggravandosi progressivamente, porta ad una lenta ASFISSIA CRONICA del malato.


Onde evitare che insorga una bronchite cronica, è importante trattare con molta tempestività e attenzione le infezioni acute rinitiche , sinusali e bronchiali soprattutto quelle che recidivano ripetutamente, o che si protraggono a lungo nel tempo, così come le sequele di episodi bronchitici acuti non risolti e gli stati asmatici.

Si devono evitare i fattori predisponenti e l' inspirazione delle sostanze dannose più sopra segnalate.

 

Per combattere l'insorgenza dell'enfisema, si deve sapere che in CASO DI TOSSE PROLUNGATA o di CATARROSITA' o di ESPETTORAZIONE CRONICA, si deve intervenire tempestivamente con terapie incisive ed evitare i "pannicelli caldi" rappresentati da sciroppini, incostanti terapie inalatorie , ricorso sporadico a terapie termali o terapie antibiotiche insufficienti, tutti quanti interventi inutili che NON sono in grado di curare a fondo la malattia. Oggi vi sono a disposizione terapie molto efficaci che il pneumologo somministrerà dopo aver precisato le cause predisponenti e scatenanti con una accurata visita ed alcuni semplici esami. Inoltre rinforzerà le difese immunitarie del Paziente e combatterà la tosse e l'infezione. RIPETO, oggi sono numerosi gli ausili terapeutici e, se si interviene precocemente, i risultati di solito sono molto positivi.

Come sempre tanto più presto si inizierà la terapia tanto migliori potranno essere i risultati della cura

 


INFEZIONI ACUTE DELLE VIE RESPIRATORIE PERDURANTI E RECIDIVANTI

 

 

Può verificarsi che in alcune Persone, in particolari periodi della loro vita, in seguito a banali episodi respiratori come un raffreddore o un semplice mal di gola, guarito questo o più sovente in continuità , insorgano tosse persistente , catarro, interessamento dello stato generale e febbriciattole.

In queste Persone, con evidente difficoltà di difesa immunitaria, queste fastidiose sintomatologie tendono a protrarsi anche per molti giorni o settimane.

In altri Soggetti, dopo un apparente guarigione o miglioramento, la sintomatologia si riacutizza anche due o più volte.

Sono queste le infezioni recidivanti dell'apparato respiratorio.


Le infezioni respiratorie recidivanti sono più frequenti nella stagione fredda, e se non vengono trattate efficacemente possono predisporre alla bronchite cronica. In questi casi occorre indagare su eventuali fattori predisponenti presenti nelle vie respiratorie ( polipi nasali, sinusiti croniche, bronchiettasie, allergie moderate, ecc.), o altri fattori generali condizionanti una riduzione delle difese immunitarie e predisporre un piano terapeutico incisivo.

 

Sono molto numerose le risorse terapeutiche atte a combattere queste, non gravi ma molto fastidiose manifestazioni, e soprattutto a prevenirle e a scongiurarne la cronicizzazione.

 

 

 

 

 

TOSSE PERSISTENTE

 


La TOSSE è un riflesso di difesa per l’organismo che permette di espellere corpi
estranei eventualmente penetrati nelle vie respiratorie, oppure muco formatosi a seguito dell' infiammazione della mucosa respiratoria: questa tosse è utile all'organismo e và rispettata.

La tosse che segue all'infiammazione acuta delle vie aeree, che dura per alcuni giorni, non ci deve preoccupare: qualche sedativo e qualche sciroppino e tutto ritorna nella normalità.

 

Invece quando la tosse perdura oltre qualche settimana, sia che essa sia stizzosa e secca, sia che sia produttiva di espettorato, va segnalata al medico per i necessari provvedimenti: questo perchè la tosse stessa, anche senza altra malattia associata (per esempio, la tosse provocata da alcuni farmaci), se prolungata nel tempo, è dannosa, e perde la sua funzione difensiva. Infatti ogni colpo di tosse è un trauma pernicioso per il polmone: infatti il tossire provoca uno sfiancamento degli alveoli polmonari. Questi con l'andar del tempo perdono la loro funzionalità e fatalmente portano all'enfisema, ossia alla distruzione del polmone.


L ' ESPETTORAZIONE, ossia l'espulsione di catarro con la tosse, che perdurasse o
ltre qualche settimana, è un sintomo da non sottovalutare e va riferito al medic
o: questo si impone se il catarro presenta tracce di sangue. Anche l’espettorazi
one giallastra, verde, nera , se perdurante oltre qualche settimana, va segnalata al medico.

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